Estratto dell’intervista allo spagnolo Borrell di El País, tra parentesi le riflessioni che più o meno farebbe una persona normalmente istruita e correttamente informata.
D. È preoccupato per quello che potrebbe succedere a settembre alle elezioni italiane, a parte la posizione dell’Ungheria?
R. Putin pensa che le democrazie siano sistemi vulnerabili perché hanno opinioni pubbliche che possono essere espresse. Ciò non accade in Russia. Se, inoltre, ci sono cambiamenti politici in un Paese che spingono dalla sua parte i futuri governi, meglio per lui. Dobbiamo spiegare ai nostri cittadini che l’Ucraina non è la guerra di qualcun altro. Abbiamo molto da offrire: il pubblico deve essere disposto a pagare un prezzo per mantenere il sostegno all’Ucraina e all’unità dell’UE. Siamo in guerra: queste cose non sono gratuite, anche se dobbiamo cercare di distribuire equamente gli sforzi. Ma ripeto: questa guerra ci colpisce direttamente, anche se i nostri soldati non muoiono lì. (Ma tu guarda ‘sto mascalzone, che è contemporaneamente Ministro europeo degli esteri e della difesa, cosa che accade solo nelle Dittature, che dice disinvoltamente che in Russia non c’è democrazia, quando lì si vota dal 1996, con i potentati economici che hanno in pugno i partiti esattamente come in tutti i paesi occidentali. Difatti, il mascalzone, che è in mano ai potentati economici, accusa preventivamente di filo putinismo tutti i partiti di tutti i paesi europei che contestano le sue fregnacce)
D. Qual è il rischio della crisi politica in Italia, alimentata dal malessere economico?
R. Le elezioni di settembre in Italia possono cambiare un governo guidato da qualcuno con abbondanti credenziali europeiste e molto impegnato nella difesa dell’Ucraina con leader che non sono necessariamente nella stessa posizione. Ma per ora l’unità c’è. Non ho mai visto l’UE così unita. Sì, con punti deboli, ma poco significativi: l’Ungheria è stata esclusa dal patto di tagliare gli acquisti di energia, ma rappresenta solo il 6% delle importazioni europee. (Ma tu riguarda ‘sto mascalzone, che anziché dichiarare che non è compito suo commentare la situazione interna di un paese sovrano, fa intendere che i cittadini italiani non debbono eleggere un governo diverso da quello che c’è. E poi, perché la deroga all’Ungheria? O soffrimo tutti o tutti so’ liberi de decide se soffrì o no. E vedi un po’!)
D. L’UE si è allineata troppo con gli Stati Uniti in questa guerra?
R. Tra l’UE e gli Stati Uniti c’è stata una cooperazione assoluta dallo scoppio della guerra. L’Occidente ha un imperativo morale con l’Ucraina. Gli Stati Uniti si sarebbero impegnati se avessero avuto un presidente come [Donald] Trump? (e ce insiste, ‘sto mascalzone, a impicciasse degli affari interni dei paesi dell’Occidente, sdraiato come un tappetino agli interessi del Partito Democratico americano, che sono contrapposti a quelli di tutti i cittadini europei)
D. L’Ucraina dice che l’unica soluzione è una sconfitta assoluta della Russia e un ritorno ai confini precedenti al 2014. Condivide questa diagnosi?
R. L’Ucraina sta subendo un’invasione, viene sistematicamente distrutta dai bombardamenti russi. Si difende dall’aggressione. Non entrerò in cosa consistono vittoria e sconfitta: so solo che dobbiamo aiutare. Se la Russia vincerà questa guerra e occuperà parte del territorio ucraino, allora noi europei avremo perso e dovremo affrontare una minaccia molto più grande. (‘sto emerito mascalzone sta terrorizzando noi europei facendo intendere che la Russia invaderà anche l’Europa, quando è sempre stato vero il contrario, con gli svedesi, i polacchi, i francesi e i tedeschi, con al seguito gli italiani, che si sono messi in fila per tentare di conquistarla)
D. Dà l’impressione che, fino a poco tempo fa, Stati Uniti ed Europa armassero l’Ucraina per combattere su un piano di parità con la Russia, ma ora la stiano armando per negoziare.
R. Tutte le guerre finiscono con un negoziato. Prima arriva, meglio è. Il fatto che aiutiamo militarmente l’Ucraina non significa che non facciamo il possibile per negoziare. Ma purtroppo possiamo fare poco: Putin non vuole fermarsi. Il nostro obiettivo è che quando arriva il momento di negoziare, l’Ucraina arrivi nelle migliori condizioni. E ciò avviene difendendo il proprio territorio. (‘sto mascalzone emerito, dice che stiamo aiutando l’Ucraina a non perdere territorio, quando è vero esattamente il contrario, visto che l’avanzata russa è cominciata dopo che gli statunitensi hanno bloccato il negoziato durante il secondo giorno dell’invasione, quando c’erano tutte le possibilità per fermare tutto, se Zelensky avesse dichiarato di voler attuare il trattato da lui stesso firmato otto anni fa, e la neutralità militare della sua nazione)
D. In risposta ai piani europei di risparmio energetico, la vicepresidente Teresa Ribera ha affermato che, a differenza di altri paesi, la Spagna non ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Come è rimasta a Bruxelles quella frase con echi della crisi dell’euro?
R. I paesi del sud non possono ora apparire come i frugali dell’energia. Non possiamo mostrare mancanza di solidarietà sostenendo che il Nord potrebbe aver pensato in precedenza che Putin non fosse un fornitore di energia affidabile. È tempo di mostrare solidarietà ai paesi che saranno più direttamente colpiti dal taglio del gas. Dobbiamo dare una spalla, mostrare solidarietà. La Spagna può fare molto, perché ha un terzo di tutta la capacità europea di liquefare il gas naturale. Possiamo essere la porta d’accesso all’Europa per il gas alternativo alla Russia. Abbiamo un ruolo
da svolgere lì. E sono convinto che lo faremo. (‘sto mascalzone conclude minacciando persino il proprio paese, in un delirio di servilismo agli statunitensi che la dice lunga su cosa ci aspetta, a tutti noi europei)
Redazione Verso il 2030