PREMESSA:
Il seguente articolo è tratto da una post su Facebook pubblicato qualche mesa fa sui social, da parte di un compagno iscritto all’ANPI di cui abbiamo perso le tracce digitali e il nome. Ci scusiamo con lui per questo disguido. Ma siamo sicuri che sarà lo stesso felice nel riprendere e rilanciare da parte nostra la sua testimonianza.
Con i venti di guerra che scorrono nell’est Europa, per chi cerca una alternativa all’attuale conflitto bellico, il testo vi sembrerà metodologicamente utile per affrontare con lucidità il presente. In quanto da sempre nei periodi di conflitti e scontri il percorso per una società fuori dalla guerra e un tragitto duro e pieno di imprevisti, ma la prima dote del rivoluzionario deve essere la pazienza, la ricerca di elementi di lucidità, come la bussola necessaria per vedere oltre il fumo e gli spari, o il sangue che scorre in battaglia, per scorgere all’orizzonte effettivamente cosa succede sul terreno del conflitto armato e nelle sue retrovie. La guerra come la politica funziona cosi: devi addestrare il pensiero, il senso di orientamento, la capacità di distinguere le cose e le azioni parziali da quelle fondamentali, da atti e gesti altrui che possono feriti e isolarti nelle retrovie tra l’opinione pubblica o evitare mosse occulte e agguati mortali tesi dell’avversario di turno, che corrono verso una strada senza ritorno. Ci sembra che chiunque si opponga ai venti di guerra sia ogni giorno aggredito da una propaganda bellica, che utilizza con esperienza questi elementi per isolarci dalla società e colpire mortalmente un pensiero di alternativa al folle stato presente delle cose.
C’era una volta… un vecchio segretario di sezione, in un piccolo paese. Un paese per metà contadino e metà pendolare. La vita scorreva tranquilla e la sezione ne era parte importante. Frequentava la sezione un giovane, sveglio ed intelligente. Però da un po’ di tempo il giovane pareva aver perso interesse a quanto accadeva in sezione. Il vecchio segretario se ne accorse, lo prese in disparte e gli chiese cosa stesse succedendo. Il giovane all’inizio tentò di glissare, ma poi, messo alle strette, sbottò :” certo che ho perso l’entusiasmo, disse, vengo qui e trovo le compagne che durante le riunioni spettegolano, alcuni compagni che prendono posizioni opposte solo per ripicche personali, i consiglieri che pensano più alle poltrone che a lavorare per il popolo. Mi sono stufato di perdere il mio tempo qui, anche se mi spiace molto deluderti “. Il vecchio segretario ascoltò in silenzio. Poi riempì un bicchiere di buon vino fino all’orlo e rispose con calma al ragazzo: ” se pensi di sciupare il tuo tempo venendo qui, occupalo pure in altro modo. Ma prima di abbandonare proviamo a fare un esperimento. Durante la prossima riunione fai dieci giri della sezione con questo bicchiere di vino in mano, se riesci a non farne cadere nemmeno una goccia potrai non venire più, e non la prenderò male per il tuo abbandono. Il giovane accettò. Alla successiva riunione prese il bicchiere del vino ed iniziò a camminare per la stanza, fece i dieci giri senza versarne nemmeno una goccia. Il vecchio gli disse:” sei stato bravo, non l’hai fatto cadere, ora puoi andare e non ne rimarrò deluso, ma prima dimmi mentre giravi per la stanza hai sentito le compagne spettegolare? ” “no” “e i compagni che prendono posizione per ripicca personale? ” “no” “e i consiglieri che pensano solo alla poltrona? ” “nemmeno ” “Certo che non li hai sentiti, perché eri concentrato sul bicchiere, per non versare il vino, eri concentrato sul tuo obiettivo e non ti sei fatto distrarre dalle altre cose. È così anche per il resto, concentrati sui tuoi obiettivi e vedrai che ritroverai l’entusiasmo “. Ora quel giovane non è più così giovane ed il vecchio non c’è più. Ma quel giovane di una volta è il segretario di oggi…