PREMESSA:

Con i seguenti appunti voglio tentare di ragionare sulla nuova fase storica denominata: del CAPITALISMO 4.0 o l’era del Totalitarismo Scientifico/tecnologico

Un’ epoca contemporanea che potremmo definire la fase suprema del Capitale che ha il suo bastone di commando nel connubio tra scienza/tecnologia/globalizzazione/ rivoluzione informatica. L’intento del presente testo è di sviluppare una visione critica della scienza e della sua esaltazione acritica nell’era della rivoluzione digitale, dei cambiamenti climatici, delle nanotecnologie, delle guerre sporche, e delle crisi sanitarie pandemiche. Oggi la presunta marcia trionfale della scienza ci sta aprendo tutte le porte prima chiuse a chiave e ci sta rivelando quanto ci era rimasto nascosto per secoli: eppure, paradossalmente, la stretta dei fanatismi economici/ideologici e della superstizione e del determinismo tecno scientifico, che avanza sotto la direzione dell’egemonia liberista sulla mente dell’uomo non è mai stata così forte.

Tuttavia: Se la storia dell’umanità e storia d’invenzioni e di nuove e continue scoperte, e al tempo spesso cronaca di fasi progressive o di controreazioni regressive della condizione umana. Al di là di ogni idealismo: Per le questioni sopraelencate, la storia ancora una volta si dimostra come un movimento continuo e non mai come arida cronaca. Vedi l’improvvisa comparsa della vicenda della recente pandemia, come ha fatto saltare previsioni, statistiche, equazioni e algoritmi di previsione del presente e del futuro.

La stessa gestione della rete digitale ci pone l’esigenza di conoscere e contrastare un totalitarismo informatico dei pochi che sanno e dirigono il web, dominano il mondo e espropriano le vite altrui. Un potere tecnologico che nega con le sue pratiche il diritto naturale al futuro, cioè l’abilita di ognuno di immaginare, decidere, e costruire il proprio futuro, come condizione essenziale del libero arbitrio, un potere quello dei padroni del digitale che non solo una presa del potere dall’alto, attraverso il rovesciamento non solo dello stato e degli organismi internazionali, ma è una invasione condizionante della sovranità individuale: e loro sarebbero i liberal? Se il futuro digitale sarà casa nostra e allora spetta a noi abitarlo, socializzarlo, renderlo utile a cittadini intelligenti e non solo a macchine intelligenti.

La vicenda della pandemia svela il contrasto e l’onnipotenza del sapere e delle nuove tecnologie applicate, e ci ricorda che spesso la vita è in bilico sull’orlo del caos e anche cambiamenti relativamente piccoli ( un batterio come il COVID 19) possono produrre conseguenze catastrofiche. Nonostante, la potenza di fuoco di reti e di connessioni digitali anche nel campo della ricerca bio medica e farmaceutica. In realtà,

la gestione stessa di carattere mercantile dell’EMERGENZA SANITARIA ci interroga sull’uso della scienza e della sua efficacia, e ( attraverso la governance liberista) delle sue risposte da dare per la salvaguardia del pianeta e di tutti i suoi essere viventi. Ci pone non solo problemi di natura scientifica, ma ci invita a indagare sulle varie frontiere raggiunte dalla scienza e delle sue ricadute non solo materiali sulle condizioni di vita generali, ma anche sul senso comune delle masse.

Scienza e filosofia delle masse:

Certo, la maggior parte delle persone non ha ancora compreso la gravità della crisi, poiché la coscienza di solito è molto indietro rispetto agli eventi. Ma anche questo si evolverà nel proprio opposto. Contrariamente a quel che credono in molti, l’umanità in generale è fortemente conservatrice. Alla maggior parte delle persone non piace il cambiamento, soprattutto se improvviso e violento, e ci si aggrappa a ciò che si conosce e a cui si è abituati: idee, religione, istituzioni, morale, leader e partiti. Routine, abitudini e tradizioni premono come una cappa di piombo sulle spalle dell’umanità, e frenano lo sviluppo della coscienza, si cerca rifugio nelle teorie complottiste, per non comprendere e reagire alla dura realtà, Di fronte a questo stato d’anima passivo e fatalista delle masse, serve uno scatto di reni, una nuova e inedita battaglia delle idee, al fine di superare una fase regressiva come quella che stiamo vivendo ricercando alcuni punti fermi da cui partire:

1 Che cosa è :

LA TEORIA DEL CAOS E DELLA COMPLESSITA’ e il lavoro dialettico della natura.

La teoria del caos studia tutti i fenomeni non lineari, che non raggiungono l’equilibrio ma esibiscono un comportamento oscillatorio quasi periodico. Mentre la la teoria della complessità studia i cosiddetti sistemi complessi, venuti affermandosi negli ultimi decenni sotto la spinta dell’informatizzazione (uso di supercomputer). La teoria della complessità si affianca alla prima teoria e se immaginiamo di condurre uno studio di una popolazione di animali per modellare con un’equazione l’andamento nel tempo della popolazione in funzione della disponibilità di cibo, dobbiamo considerare quanto segue: Se esistono predatori per quel tipo di animale, e allora, il modello lineare si rivela semplicistico e inadeguato: infatti, la popolazione degli animali predati diventa anche una funzione della popolazione dei predatori; ma, a sua volta, l’espansione o la contrazione della popolazione dei predatori dipenderà anche dalla presenza di prede. Il sistema prede – predatori – cibo, dunque, è intrinsecamente non lineare perché nessuno dei suoi componenti può essere studiato separatamente dagli altri.

Come non si può comprendere il presente, senza studiare i fattori originari del suo sviluppo. Infatti, una delle accuse più comuni oggigiorno rivolte ad Engels è che la sua analisi si basa sulla scienza del XIX secolo, e quindi non è aggiornata. Ma in realtà, le scoperte della scienza moderna – che stanno alla base di teorie come quella del caos e della complessità – dimostrano abbondantemente che Engels aveva ragione quando affermò che, in ultima analisi, la natura lavora in maniera dialettica. Queste scoperte hanno profondamente modificato la vecchia visione dell’evoluzione come un processo lento e graduale, mai interrotto da salti o da repentine catastrofi.

2 La necessità della dialettica: Per analizzare e distinguere le cose vive da quelle morte.

La dialettica ci insegna a studiare le cose in movimento, non staticamente: cose vive, non morte. Ogni sviluppo ha le proprie radici nelle precedenti fasi, ed a sua volta è l’embrione e il punto di partenza di nuovi sviluppi, una rete infinita di relazioni che si rinforzano e perpetuano reciprocamente. Già Hegel aveva sviluppato quest’idea nella sua Scienza della logica e in altre opere. La dialettica ci insegna a studiare cose e processi in tutte le loro interconnessioni. Un esempio di metodologia dialettica è la morfologia animale, che ci insegna che non è possibile modificare una singola parte del corpo senza produrre cambiamenti in tutte le altre: un evidente rapporto dialettico tra gli elementi di una struttura. Inoltre, Vediamo bene che le tendenze generali della società si rispecchiano nell’ideologia, e quindi anche nella scienza, e ciò può accadere anche per le idee reazionarie: per esempio, certe teorie della genetica che tentano di fornire una base scientifica al razzismo. Oppure constatare che: Negli ultimi anni la crisi dell’ideologia borghese si è espressa, tra l’altro, in una tendenza generale verso l’idealismo, il misticismo e la superstizione. Si tratta quindi anche di una questione filosofica.

3 L’eccessiva specializazzione si trasforma spesso nel suo contrario

Oggi la stessa filosofia gode di cattiva fama, e se la merita tutta. Leggendo i filosofi borghesi degli ultimi cento anni è difficile decidere se sia peggio la vacuità del contenuto o l’insopportabile presunzione dell’ evoluzione che premia le forme di vita più adatte ad un certo ambiente; ma un’eccessiva specializzazione, perfettamente favorevole in un determinato contesto evolutivo, si trasforma nel suo contrario quando le condizioni ambientali cambiano.

Ripeto; Poiché la vita stessa è spesso in bilico sull’orlo del caos, anche cambiamenti relativamente piccoli possono produrre conseguenze catastrofiche: un fenomeno che si è ripetuto molte volte nel corso di milioni di anni di evoluzione.

4 SCIENZA – MARXISMO E LOTTA POLITICA :

La Gestione della pandemia, il ruolo della Destra, il governo e i rischi di nuovo cannibalismo sociale.

Gramsci nei suoi scritti considerò sempre, che ogni crisi generale produce una catastrofe dei caratteri individuali e collettivi dell’essere umano di fronte a sfide improvvise, dure e violente. Il fenomeno si sta ripetendo con il post coronavirus. La pandemia ci presenta il conto sfruttando il delirio di onnipotenza del mercato globale capitalista con milioni di infetti, migliaia di deceduti, oltre 200 milioni di posti di lavoro bruciati solo nel primo semestre 2020, eccetera, eccetera. Di fronte a questi dati e alla paura che invade il pianeta vediamo che: “…uomini normalmente pacifici, dare in scoppi repentini di ira e ferocia. Non c’è, in realtà, niente di repentino: c’è stato un processo «invisibile» e molecolare in cui le forze morali che rendevano «pacifico» quell’uomo, si sono dissolte.”

Cito un celebre passo GRAMSCIANO per leggere l’attuale fase storica, e in questi casi ci ritorna utile Gramsci, il quale parla di “sdoppiamento della personalità di fronte alla violenza improvvisa per qualcosa di non previsto”.

Dire un giorno che, il virus non esiste e il giorno dopo, accusare gli immigrati di portare il virus è un segno di integrità mentale? Nel merito, la destra erede del regno delle paure fomenta, alimenta e sfrutta l’onda del momento, in quanto a sinistra ci sono ancora troppi vuoti e tentennamenti sulla rotta da intraprendere. Da tempo le varie anime della Sinistra hanno abbandono l’analisi del rapporto tra scienza e marxismo. O l’interconnessione tra sapere scientifico e mutamenti sociali della società.

Viceversa, Il linguaggio di Gramsci ritorna straordinariamente attuale nel 2021 mentre percorriamo una fase inedita e drammatica per l’umanità per effetto della emergenza pandemica che produce:

  • Eventi sanitari eccezionali,

  • Isolamento, paura e distruzione del carattere,

  • Trasformazione molecolare dell’individuo e del comune sentire,

  • Sdoppiamento della personalità, come fenomeno psicologico che si moltiplica nell‘era delle pandemie.

  • Fenomeni e eventi che si abbattono in modo violento su comunità, società, uomini e donne in carne e ossa, i quali sentono sulla loro pelle il pericolo e il rischio di non avere un futuro. Intervenire e ragionare come prosciugare questi eventi morbosi e violenti non è compito della politica e di una nuova battaglia delle idee?

  • Contemporaneamente, ci servono interventi pratici e concreti, ma serve anche un orizzonte da percorrere, rimettendo sul giusto binario le domande e le inquietudini popolari. Ad esempio:

Come era la nostra vita prima del corona virus, e come è adesso? In realtà siamo ancora le stesse persone di qualche mese fa? Siamo sicuri che prima andava tutto bene, ne siamo certi? Ripeto e insisto, se milioni di persone in tutto il pianeta rischiano di rimanere senza lavoro, è chiaro; che perdere il lavoro e perdere la propria funzione nella società produce un panico senza precedenti nella storia recente dell’umanità, per Imprese, lavoratori, artigiani, commercianti, disoccupati, studenti.

Non sprechiamo la crisi, questo dovrebbe essere il nostro slogan, come per i contadini Napoletani del 600, dopo la peste di Napoli. Allora morì meta della popolazione, e i contadini sopravvissuti pochi e mal pagati riuscirono ad ottenere con le rivolte, condizione economiche migliori per loro e le loro famiglie da parte dei grandi proprietari terrieri dell’epoca. Il GPS della storia ci può orientare, sapendo che, la risposta non è pronta, ne sta dietro l’angolo, ma scegliere il cannibalismo reazionario, sarebbe un suicidio senza appello, e ci porterebbe solo fame, guerra, miseria, e su questo dato storico sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Per questa ragione analisi e metodo di ricerca devono andare insieme: Secondo Gramsci l’intellettuale può pretendere di rappresentare il popolo solo quando il rapporto è fondato su di “un’adesione organica in cui il sentimento-passione diventa comprensione quindi sapere”. A. Gramsci: Il passaggio dal sapere al comprendere, al sentire e viceversa, dal sentire al comprendere, al sapere.

Il passaggio Gramsciano ci stimola a vedere come si prefigura il rapporto tra chi detiene il potere del sapere oggi e la popolazione mondiale? Siamo al sapere diffuso e socializzato o alla sua privatizzazione e occultamento di massa?

Formulo un interrogativo fondamentale di fronte a scoperte dalla portata enorme che riposizionano non solo le idee, ma anche i poteri e i gruppi di pressione sullo sviluppo della scienza in senso democratico o in senso privatistico e selettivo: Come emerge con evidenza, che sulla ricerca medica e scientifica vi è stato un voluto ritardo sulla tutela della salute pubblica a favore di investimenti a breve renumerazione per gli azionisti delle case farmaceutiche.

I Prodotti estetici fanno guadagnare subito, una ricerca sull’epatite C non ha la stessa renumerazione a breve termine. Per questa ragione da decenni, tutti i piani di prevenzione sanitaria pubblica venivano tagliati dai governi occidentali. La Sanità pubblica veniva invasa dalla concorrenza e deprivata dal sostegno pubblico dei governi da almeno 20 anni.

  1. La scienza diventa il nuovo terreno dell’egemonia liberista. Chi ha in mano il vaccino è oggi il padrone del mondo.

  2. La scienza di mercato scopre, l’industria attua, governi e popoli si adattano!

  3. Oppure: Il capitalismo sa tutto sul prezzo delle merci, ma ha bisogno di negare il valore delle cose. Negare e occultare per affermare il suo potere di ricatto, di condizionamento sulle istituzioni democratiche.

5 Marxismo – scienza e idolatria dell’era digitale 2.0

Il rapporto tra lavoro, capitale e conoscenza sembra bypassato dalle nuove frontiere aperte dalla innovazione digitale. Ma le cose stanno veramente così? PARLIAMO DI UN MODELLO capitalista che sta lanciando una sfida senza precedenti non solo allo scambio delle merci, ma direttamente alla autonomia della persona in quanto si presenta come : Un nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana come materia prima per pratiche commerciali segrete di estrazione, previsione e vendita, e la stessa produzione di beni è subordinata ad una nuova architettura globale per il cambiamento dei comportamenti delle masse di consumatori.

  • Il capitalismo industriale è stata tante cose progressive, ma anche regressive: il suo sviluppo (distorto) è una minaccia per la natura, mentre il capitalismo digitale nella sua forma totalitaria è una minaccia alla natura umana. Diviene una espropriazione dei diritti sociali e civili fondamentali che proviene dall’alto: un agire teso alla sovversione della sovranità popolare. Lavoreremo tutti per una macchina intelligente o sarà quella macchina a essere usata da persone intelligenti?

  • NATURALMENTE, Per Marx il problema non era il robot, ma l’uso capitalistico del robot. Non siamo luddisti, non ci battiamo per la distruzione delle macchine, ma anche in questo campo dell’innovazione vediamo che: Se anche la natura agisce in forma dialettica, il sapere digitalizzato non può eludere il confronto e lo scontro dialettico nel suo processo di sviluppo.

6 L’eccessiva specializzazione si trasformerà in qualcosa di contrario quando cambieranno le condizioni ambientali?

Siamo alla casa consapevole come pensavano gli informatici del Georgia Tech nel 2000, che aveva come obiettivo un laboratorio vivente “AWARE HOME” x l’uso informatizzato in ogni luogo della propria dimora, per una simbiosi uomo-casa attraverso l’uso di sensori consapevoli o siamo andati molto oltre?

  • Allora si pensava che quei dati sarebbero rimasti in possesso dell’individuo e basta, oggi al contrario il diritto alla privacy e stato usurpato da un mercato aggressivo, che ritiene di poter usare i dati delle persone le sue conoscenze e le sue esperienze senza dare conto a nessuno.
  • Il capitalismo digitale si appropria dell’esperienza umana usandola come materia prima da trasformare in dati sui comportamenti.
  • I dati comportamentali non solo conoscono i nostri comportamenti, ma li formano. Il loro scopo è automatizzare le informazioni, per poi automatizzarci, attraverso nuovi mezzi di produzione, come mezzi di modifica dei comportamenti umani.
Siamo all’esordio di un capitalismo parassitario, che non si ciba in prima istanza di lavoro, ma di ogni aspetto della vita umana. I prodotti e i servizi del capitalismo digitale non sono oggetto di uno scambio di beni e talvolta non si sviluppano come il classico rapporto produttore e consumatore…sono al contrario esche che attirano gli utenti in operazione nelle quali le loro esperienze personali vengono estratte e impacchettate per gli scopi di altre persone … e noi esseri viventi siamo le fonti del surplus economico del capitalismo digitale.
  • Siamo tracciati.
  • Analizzati.
  • Scrutati e modificati.

7 Ancora su scienza e diritto alla salute, e l’attuale gestione della cure sanitarie in occidente.

In questi ultimi giorni, con estrema evidenza sta emergendo una realtà che per mesi è stata sapientemente nascosta soprattutto nel cosiddetto mondo occidentale, adesso si scopre che il problema non sono le mascherine o i monopattini, che non è in vigore la dittatura sanitaria, ma semplicemente che le leggi del mercato capitalista regnano e decidono, chi si può curare e chi no, chi riceve subito i vaccini e chi no.

I Medici Nazisti nei campi di concentramento non hanno avuto i mezzi attuali per attuare i loro piani di sterminio di massa, adesso lo strapotere di alcuni oligopoli, usa altri mezzi e alla faccia della trasparenza, insieme all’Unione Europea stipula un contratto per il farmaco anticovid 19 e poi ottiene la segretazione delle condizioni contrattuali.

Il piano industriale della società Usa è un investimento di 2 miliardi a fronte di 18 miliardi di incassi e proventi. Parallelamente, lo stato Americano sborsava 1,9 miliardi di denaro pubblico per sostenere la ricerca del vaccino. Siamo di fronte ad una novità?

  • Mi dispiace deludervi, ma non è cosi! Mass media, governi e opposizione da anni fanno finta di non sapere cosa è già successo con l’epatite C. Ad esempio, da un decennio la vicenda della malattia infiammatoria del fegato, è trattata in modo discrezionale e selettiva, e per gli alti costi non è garantita a tutti la cura,.

  • Quando si afferma il primato dell’economia sui diritti inviolabili dell’uomo tra cui il diritto alla salute, si lascia il pianeta colmo di bare e di fosse dei cimiteri da riempire. L’Obiettivo delle grandi industrie farmaceutiche è ridurre la sanità pubblica ad un cliente da spremere in ogni momento della vita. Il potere coercitivo di queste industrie travolge istituzioni, mass media, governi e enti sovranazionali, e lo fa, senza marciare e usare gli scarponi del terzo reich per calpestare sotto il suo tallone violento la razza/ceto inferiore di turno.

  • Il loro scopo è perseguire il mero profitto, scollegato da qualsiasi responsabilità morale, tutto cio non soltanto ci sottrae la nostra umanità, ma mette a repentaglio la nostra prosperità e la tenuta sociale del pianeta. Ad un certo livello il profitto diventa cupidigia. Ad un certo grado di sviluppo l’agire senza vincoli è squadrismo mercantile, e se tutto cio è avvenuto con il farmaco antivirale dell’epatite C, che coinvolge in tutto il mondo circa 100 milioni di persone, con il corona virus che coinvolge tutto il pianeta cosa sta accadendo? In termini di accesso o esclusione alle cure? In termini di bilanci sanitari nazionali? In termini di nuovi ricchi e nuovi poveri?

Con l’attuale virus si sta ripetendo puntualmente, l’effetto speculativo già avvenuto con l’epatite C in scala enormemente maggiore e globale. E se il prezzo esorbitante dei farmaci azzoppa i sistemi sanitari, oltre che a danneggiare i pazienti, poco male; diversi governi, come quello Italiano e Inglese, si sono portati molto avanti per conto loro su quella strada con i ripetuti tagli al budget della sanità. E se il sistema pubblico diventerà insostenibile, come molti pronosticano (e sperano),  ci penseranno le assicurazioni a garantire le cure ai benestanti (purché non troppo malati o troppo anziani). E gli altri si metteranno in fila ad aspettare, come sta succedendo già ora con la cura dell’epatite C. Se questo sono le premesse, del dominio del mercato sulla salute, anche per curare il corona virus ci dobbiamo attrezzare in termini di mobilitazione, rivendicazione e contestazione dell’inerzia dei governi. Non ci dobbiamo far ingannare dai negazionisti del virus, dalle soluzioni facili e rapide, dalle tifoserie tra governo e opposizione. Un futuro di pace e democrazia si garantisce solo se si fanno scelte di Campo chiare e nette. Come è avvenuto per l’Aids e la battaglia di Mandela, iL SUDAFRICA si è auto prodotto il farmaco, una lotta che continua in India con l’epatite C, da tempo c’è uno scontro legale con il colosso Americano, ma intanto Nuova DELHI si produce il farmaco ad 1 dollaro invece di 600 dollari a flacone. In italia e Europa c’è qualcuno che prende in mano questa lotta di civiltà? In Asia o a Cuba si producono il loro flacone, mentre l’europa non collabora con questi paesi e addirittura li minaccia e gli intima di non produrre a basso costo il vaccino.

8 Marxismo e scienza 2,0 una sfida aperta.

Dalle cose appena descritte emergono le nuove frontiere del conflitto capitale-lavoro-conoscenza.

  1. Negli scritti filosofici di Marx ed Engels non abbiamo un sistema filosofico, ma una serie di brillanti intuizioni e di spunti geniali che, se pienamente sviluppati, avrebbero notevolmente arricchito l’arsenale metodologico della scienza.

  2. Le intuizioni di Marx e di Engels sulla filosofia e la scienza sono rimaste allo stato embrionale.

  3. Eppure la dialettica è comunque riuscita a penetrare il pensiero scientifico, in particolare attraverso la teoria del caos e le sue estensioni.

 9 La dialettica della storia.

Gli “adattamenti evolutivi” che originariamente permisero al capitalismo di abbattere il feudalesimo ed emergere come sistema socio economico dominante si sono trasformati da tempo nel proprio contrario. Si stanno manifestando tutti i sintomi caratteristici di una società allo stato terminale. Il sistema capitalista è destinato ad estinguersi in un futuro assai prossimo. Tuttavia, il vecchio non muore d’incanto e il nuovo non emerge per magia, e nel mezzo si aprono orizzonti e esiti non scontati per una nuova stagione di riscatto umano. Nella storia ci sono numerosi esempi di Stati apparentemente potenti crollati in un brevissimo lasso di tempo, e di come opinioni politiche, religiose e filosofiche dapprima unanimemente condannate, con l’avvento dei nuovi poteri rivoluzionari abbiano potuto trasformarsi in punti di vista accettati da tutti.

I GAMBERETTI FRITTI:

Il fatto, che nella nostra società occidentale le idee del marxismo siano le opinioni di una piccola minoranza non deve quindi preoccuparci in alcun modo: Abbiamo i mezzi per reagire, se pensiamo di elaborare e agire per riconquistare una funzione storica nella società, una funzione di massa tra le classi sociali oppresse e sfruttate (il sapere-comprendere-sentire di Gramsci) e quello che oggi appare un’eresia, come ha suo tempo è stato considerato alle origini il cristianesimo, può diventare necessità storica ineludibile, e allora gli ostacoli ci appariranno difficili e ardui da affrontare, ma non impossibili da superare. Non dimenticando mai, che le nostre idee e il nostro metodo d’analisi non funzionano come il libretto di istruzioni per comporre un mobile Ikea. Non dobbiamo mai sottovalutare l’avversario e gli ostacoli( gli attuali rapporti di forza del capitale) lungo il cammino: Quando attraversi il fiume devi sentire anche i sassi sotto i piedi ( l’interconnessione dei fenomeni da analizzare) in quanto anche una piccola modifica di un organismo sociale, determina la modificazione complessiva della comunità sociale.

Altrimenti, facciamo la fine dei gamberetti bolliti e fritti a fuoco lento, il cuoco li passa in padella, li cuoce e rimane sempre attento a non frantumarli, ma li tratta, li domina, come il potere della modernità opprime con le sue icone sorridenti e i click digitali sterminate masse di cittadini nel mondo. Mi sembra una metafora adeguata a spiegare come è diventata nei decenni residuale la sinistra riformista e la sinistra radicale nel nostro continente, e in particolare in Italia.

10 La dialettica ci insegna che prima o poi le cose si trasformano nel loro contrario.

La manifestazione più eclatante della dialettica è proprio la crisi del capitalismo. La dialettica si sta prendendo la rivincita sulla borghesia europea che non ha capito niente, non ha saputo prevedere nulla e non è in grado di risolvere nulla. L’Europa postbellica – stabile, pacifica e prospera – è morta, e con essa le vecchie pacifiche relazioni di armonia tra le classi. Il futuro che l’attende sono anni e decenni di austerità, disoccupazione e crollo del tenore di vita: la ricetta perfetta per il rilancio della lotta di classe a livello globale?

Una ricetta, che richiede un lungo lavorio organizzativo, centralizzatore e unificatore di idee e istanze di lotta al fine di costruire un nuovo e inedito blocco storico delle classi subalterne: inteso in senso gramsciano, per realizzare la rivoluzione nell’occidente avanzato. Sbagliare indirizzo e percorso, in questa fase storica da parte delle classi oppresse sarebbe viceversa letale, per una vera ed effettiva stagione di emancipazione umana …si trasformerebbe nel suo esatto contrario

10 Il futuro del socialismo…

Il marxismo è molto più che una dottrina politica o una teoria economica. È la filosofia del futuro. In quanto ad un certo punto l’intero processo di di produzione si presenta come applicazione/tecnologica della scienza. LA SCIENZA stessa tende a divenire  un modo di produzione caratterizzato da un sistema automatico di macchinari.  Costituito da un Insieme di organi meccanici e intellettuali. Allora, emerge una classe operaia di tipo superiore in parte scientificamente istruita, in parte di tipo artigiano, che si occupa   del controllo del macchinario  nel suo insieme e della sua costante manutenzione.

Stiamo parlando di dinamiche che producono una svolta e hanno luogo nel momento in cui non è più la tecnologia a dettare tempi e forme dell’innovazione, servendosi in modo più o meno mediato della ricerca scientifica, ma è la stessa scienza a farlo usando la tecnologia come mezzo di comunicazione e manipolazione flessibile. .  

11 Socialismo e rivoluzione digitale 2

Come accennato nei paragrafi 4-5-8 del presente testo: La realtà web corre veloce, ne sono cosciente, come del fatto che il mondo di ieri non c’è più. Tuttavia, il ruolo assunto dalla scienza, nei moderni sistemi produttivi, il carattere delle nuove professioni, confermano che alla fonte dei fenomeni di sviluppo qualitativo e quantitativo della nuova classe salariata di impiegati e tecnici dell’industria, del terziario e dell’agro industriale e delle moderne contraddizioni che essi suscitano nel sistema capitalistico, vi è una tendenza storica che tende all’unità del lavoro umano. Nonostante la volontà del capitalismo che nega questo fenomeno, la tendenza generale oggettiva tende a riprodurre nuove e inedite forme di lavoro umano.

  • Un complesso di beni e servizi a carattere sociale entra a far parte in modo più organico del passato nei processi di produzione, come un elemento della forza lavoro. Pensiamo ad esempio: all’istruzione e alla ricerca scientifica , ma anche a altri beni, casa, sanità, mobilità. Strutture e servizi a carattere sociale si presentano in forma diversa rispetto al passato nella produzione e organizzazione del lavoro.

  • Se anche questi beni e servizi diventano parte organica del valore della forza lavoro, ciò significa che tale valore tende già oggi a esprimersi negli obiettivi di una programmazione sociale dello sviluppo: dalla tendenza oggettiva e soggettiva all’unità del lavoro umano. Da questo dato deve ripartire la nostra risposta , come un atto di contrasto dialettico alla esaltazione acritica della rivoluzione scientifica tecnologica affermatasi negli ultimi decenni

12 La forza del materialismo scientifico 2.0.

Nei paragrafi 10 e 11 c’è la cassetta degli attrezzi per affrontare le sfide del nuovo secolo, sono riflessioni embrionali, che vanno ulteriormente sviluppate considerato che: Il materialismo dialettico ci permette di studiare la realtà non come una serie di aridi “fatti”, di eventi disconnessi e senza senso, ma come un processo dinamico, guidato dalle sue contraddizioni interne, in continua evoluzione e di contenuto infinitamente ricco. L’attuale Totalitarismo del capitale 2.0 non è solo un ritorno al passato in termini di potere , essa ha bisogno in Italia e nel mondo di impiantare una sofisticata costruzione ideologica, che cancelli definitivamente la discriminante capitale e lavoro, (che oggi si estende al conflitto capitale-lavoro-scienza.)

E dunque, sopprima anche nell’immaginario collettivo la sua antitesi:

“ Vale da dire le lavoratrici e i lavoratori del nostro tempo, figli della rivoluzione digitale e scientifica: Non devono organizzarsi come soggetto libero e autonomo”

Nella loro presunzione i padroni della intelligenza artificiale si ritengono gli unici soggetti, capaci di dare risposte alla umanità. Mentre per noi il problema non è algoritmo in se, ma il suo uso, il suo uso capitalistico e la stessa disoccupazione dipende dall’uso e non dal mezzo, in quanto non assistiamo alla fine del lavoro, ma alla sua trasformazione. Se, accettassimo viceversa la teoria dell’onnipotenza informatica, e il marxismo inattuale, non avrebbero più senso i partiti, le classi, la lotta di classe e di conseguenza il fluire della storia e non avrebbe senso combattere il modo di produzione capitalista, rimanendo l’ingiusta redistribuzione di ricchezza l’unico terreno di lotta.

L’antipolitica nasce da queste premesse egemoniche. Mentre per noi, dove c’è il bastone del commando c’è il nostro terreno di lotta. Sul fronte del rapporto capitale e lavoro e totalitarismo scientifico 2.0 vanno ricercate le risposte e definire un agire che individui gli aspetti essenziali che caratterizzano in senso storico, le tendenze, le qualità dello sviluppo, il profilo complessivo del processo d’innovazione tecnico scientifico in atto nel mondo del lavoro, delle nuove forme della comunicazione di massa, dell’urgente necessità di socializzazione del sapere e delle sue nuove tecnologie, come sono state realizzate da due decenni a questa parte. Il nostro metodo di analisi considera che…

Il Capitalismo non è tanto una struttura rigida e immutabile nel tempo, quanto un processo che si attua attraverso il carattere dinamico del farsi, dello svilupparsi tra contemporaneità e diversità dei tempi. Sta alla classe lavoratrice del 21° secolo non guardare solo al suo scheletro, ma rivestire di carne e sangue tutto il suo corpo, tutte le sue contraddizioni, tutte le sue debolezze e trasformarle nei suoi punti di forza…

IL PRESENTE E IL FUTURO DEL SOCIALISMO 2

Le idee del marxismo non sono mai state più importanti e più necessarie che oggi. I lavoratori e i giovani più avanzati in tutto il mondo potranno riscoprire queste idee e farle proprie per la propria crescita intellettuale. Questa è l’unica garanzia per il successo della lotta per il socialismo. Ci aspetta un lungo cammino di lotte, di un nuovo nesso tra riforme e rivoluzione, per intraprendere una strada inedità nel connubio tra democrazia e socialismo. Ergo: Il nuovo principe per le masse oppresse deve saper attraversare l’opposto, per conoscerlo e superarlo. Nel merito, il nuovo movimento dei lavoratori digitalizzati, non mi interessa come si chiamerà, con chi farà alleanze e conflitto, come primo passo deve uscire dall’isolamento e mantenere fermi i suoi principi e agire con elasticità e sagacia.

Roberto Catracchia

FONTI: Per il presente lavoro mi sono avvalso di ricerche e testi di:

Antonio Gramsci, A.Minucci, Critica Marxista, E.Morin, A.Zuboff, A.Woods e altri autori. Essendo appunti sparsi presi nel tempo, mi scuso della non organicità del pensiero e della sua esposizione. Quello che conta è occuparsi di cose vive e operanti e non di cose morte. Non dobbiamo custodire le ceneri del Socialismo, ma riattizare il fuoco delle idee e delle lotte per una nuova stagione di liberazione e emancipazione umana.