“ Bisogna rendere compatibile il sistema con le esigenze di libertà, di giustizia e di benessere dei lavoratori, e non viceversa”

Enrico Berlinguer “ la questione comunista” Editori Riuniti 1975 pagina 86

La frase del Leader del PCI ci ricorda nel 2021, che non dobbiamo custodire le ceneri di un ideale, ma riattizzare il fuoco della storia, per ribaltare in forme nuove e diverse dal passato, il senso comune dominante e le presunte compatibilità del sistema. Il testo, ci stimola a dire che non dobbiamo salvare l’esistente, ma salvarci dall’esistente, superando con la dialettica e la prassi anche le attuali formazioni politiche riformiste e radicali, per manifesta incapacità a contrastare l’attuale aberrante status quo.

Dedichiamo questa frase del leader sardo:
Ai lavoratori,
alle donne,
ai giovani precari,
ai riders,
ai braccianti,
ai disoccupati,
a chi sta in cantiere e non può ancora andare in pensione nonostante i suoi 65 anni,
a chi guida un autobus, o una auto ambulanza,
a chi ha speso la liquidazione per aprire una attività al figlio, ma Amazon gli ruba la clientela,
agli artigiani, alle piccole imprese soffocate e strozzate da gare e ribassi d’asta,
ai morti sul lavoro,
alle persone costrette dal padroncino ad assumere cocaina per lavorare di più,
a chi lavora e gli straordinari non gli vengono mai pagati,
a chi è strozzato dalle agenzie interinali di lavoro,
a chi lavora e da mesi aspetta uno stipendio,
a studenti e insegnanti stritolati dalle riforme Gelmini e Renzi.
Dedicato alla maggioranza della popolazione Italiana.

Pagina 87 ENRICO BERLINGUER:

“ Le Classi dominanti non hanno ancora capito che i lavoratori vogliono un sistema nel quale il valore primo e più alto sia il lavoro, non il capitale, sia il salario e non il profitto…la famosa questione delle compatibilità va dunque rovesciata: non sono i lavoratori che costituiscono la maggioranza della nazione, a dover regolare le loro rivendicazioni, sul metro delle convenienze dell’attuale sistema, ma è il sistema, è la società che devono essere resi compatibili con i bisogni di unità, di libertà, di potere, con le esigenze umane e civili del popolo lavoratore.”

Parole, che risuonano attuali e stridenti con la vicenda del corona virus e l’avarizia distributrice della sanità privata e farmaceutica, o per la voglia sfrenata di licenziamenti di massa dell’attuale Governo e della Confindustria. Parliamo di atteggiamenti, che confermano la sordità e ottusità delle classi dirigenti odierne. La gestione della pandemia e l’emergenza sanitaria da reale fenomeno, che ha dato dolore e lutti, oggi per la ideologia liberista è prima di tutto un metodo di governo da applicare su tutte le pieghe della società, per esercitare un nuovo dominio sulla pelle di giovani, donne e lavoratori e pensionati.

Roberto Catracchia