A tutti quelli che non hanno ancora capito o fanno finta di non capire, metto a disposizione il titolo de L’Unità, organo del Partito comunista d’Italia, uscito nel gennaio del 1928.
Il fascismo aveva messo entrambi fuorilegge già da quattro anni, e diffondere l’unica pagina fronte-retro del giornale, durante il Ventennio, costò a migliaia di comunisti pestaggi, galera, confino e morte. In quel titolo si denunciavano le stesse prepotenze padronali di ora, sostenute e difese da Mussolini; dunque, la situazione è la stessa, inequivocabilmente, proprio identica.
Diverso è l’attuale teatrino politico in Parlamento, dove i piddini hanno sbraitato contro La Russa che ha celebrato la fondazione del Msi, erede degli aguzzini che portarono il paese alla rovina.
Il PD, che ancora adesso rivendica di essere di sinistra, avrebbe potuto tranquillamente accusare La Russa di essere l’erede di quelli che cent’anni fa appoggiarono e protessero le angherie del Padronato, tanto più dopo il varo della legge finanziaria del governo di cui fa parte, che maltratta i lavoratori e i poveri, così come voluto dai padroni.
Perché il Centrosinistra, di cui il PD è il perno, anziché sbraitare contro le rivendicazioni formali del Ventennio, non ha preso di petto il Centrodestra, di cui FDI (il partito di La Russa) è il perno, per la sua politica sostanzialmente uguale a quella del Ventennio, contro il mondo del lavoro, che degrada le condizioni economiche di tutta la nazione, facendo di conseguenza regredire lo stato dei rapporti umani e sociali, quindi il patrimonio culturale comune?
Perché il Centrosinistra, con lo spauracchio del fascismo, l’ha inaugurata trent’anni fa, la politica contro il mondo del lavoro, e poi l’ha contesa al Centrodestra, che l’ha rivendicata in nome dell’anticomunismo.
Dal Pacchetto Treu, passando per la Legge 30, l’abolizione dell’Articolo 8 e il Lavoro a chiamata, terminando con la cancellazione dell’Articolo 18, Centrosinistra e Centrodestra hanno carpito i nostri voti per devastare il mondo del lavoro, che è il fondamento del vivere civile.
Anno dopo anno, essi si sono ben guardati dall’abrogare le leggi contro i lavoratori che ciascuno dei due ha approvato mentre era al governo, dopo aver estorto il voto con la propaganda antifascista ed anticomunista.
In effetti, il Centrosinistra e il Centrodestra, per conto del Padronato di ora, hanno fatto né più né meno quel che fece Mussolini per conto del Padronato di allora: ribadire la condizione di massimo sfruttamento dei lavoratori, senza se e senza ma.
Ma adesso il nodo è venuto al pettine: il Centrodestra ha potuto a buon diritto rivendicare la mostruosa forma della sua sostanza politica, così, il Centrosinistra si è ritrovato senza forma e senza sostanza politica.
E’ naturale immaginare che questa inevitabile constatazione sia oltremodo indigesta, a chi si è convinto che ripudiare il fascismo significasse ripudiare ciò che è stato. Ma ciò che è stato è tornato, tanto anacronistico quanto reale; in Italia si vive più o meno come cent’anni fa, grazie all’infame messa in scena del Centrosinistra e il Centrodestra, che hanno messo in piedi uno scontro virtuale per lo stesso obiettivo reale: opprimere e sfruttare il mondo del lavoro.
La rivendicazione di La Russa è stata un prezioso elemento di chiarezza, perché dimostra che fascista è chi il fascista fa, pure se dice di essere antifascista. Il nodo è venuto al pettine, e strapperà i capelli a ciocche; molti rimarranno calvi, e le pose da facce toste non saranno più credibili. Finirà la scena, ma la Storia no, e starà a noi lavoratori preparare la prossima, di scena……………..
Leone Lazzara