Napoli e il Nordista liberal ex socialdemocratico
Per ragioni di lavoro accompagno dal sindaco del capoluogo Campano, un dirigente e parlamentare dei D.S. Arrivati a pochi metri da piazza Plebiscito, il mio ospite in auto, alto, secco, cadaverico nel suo aspetto Sabaudo, è da diversi minuti preso ad imprecare per come i Napoletani guidano e si comportano abitualmente nel traffico. Per farlo rilassare gli dico: “A Napoli il semaforo è un consiglio! Non preoccuparti saremmo all'appuntamento in perfetto orario locale: con solo trenta minuti di ritardo.” Gli avrei voluto dire: “Stamattina eri a Bruxelles, poi a pranzo a Roma e adesso qui. Sai cosa gli importa al traffico locale e al Vesuvio dei tuoi impegni. Porta pazienza, muto e zitto, che stiamo arrivando. Per un momento fai scorrere la tua vita come quella di tutti i comuni mortali.” Nonostante i miei pensieri e le mie battute, le orbite dei suoi occhi sono di fuoco. Davanti al municipio non faccio in tempo a parcheggiare, mentre l'auto è ancora in movimento, e lo vedo schizzare fuori dall'abitacolo, in direzione dei suoi impegni. [...]